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Lunghezza lama: la guida per scegliere la misura giusta di ogni coltello da cucina
Quando si compra un coltello, quasi tutti guardano prima il marchio, poi il prezzo. E invece la domanda che cambia davvero tutto è un'altra: quanto lunga deve essere la lama? È la misura — espressa in millimetri — a decidere se un coltello vi sembrerà naturale in mano o ingombrante, se taglierà una porchetta in una passata sola o se vi costringerà a seghe infinita. In questa guida vi spieghiamo come scegliere la lunghezza giusta per ogni lavoro in cucina, con esempi reali dal catalogo di Lame e Saperi.
Perché la lunghezza della lama è la prima scelta da fare
La lunghezza determina tre cose: quanto taglio fate in un'unica passata, quanto controllo avete sui gesti piccoli e quanto peso sentirete dopo mezz'ora di lavoro. Una lama troppo lunga per la vostra mano diventa faticosa e pericolosa; una troppo corta vi obbliga a tagliare in più volte, sbriciolando o strappando. La regola generale è semplice: la lama deve essere più lunga dell'alimento che tagliate di più. Se fate il pane in cassetta, serve una lama che attraversi la fetta intera; se porzionate arrosti, deve superare il diametro del pezzo.
Fissati i tre intervalli principali: sotto i 120 mm si lavora in mano o a gesti precisi, tra 150 e 210 mm c'è il territorio del polivalente quotidiano, oltre i 220 mm si entra nel Taglio lungo specialistico — affettati, prosciutto, grossi tagli di carne.
Coltelli da 100 a 150 mm: precisione e piccoli lavori
Il mondatore da 100 mm è il coltello che usate più spesso senza accorgervene: sbucciare una mela, svuotare un peperone, togliere gli occhi dalle patate. È il primo coltello con cui serve scegliere bene la misura, perché qui un centimetro in più o in meno si sente tantissimo. Lo spelucchino professionale di Berti, artigianale e fatto a mano a Scarperia, è pensato proprio per questo raggio di azione ridotto: tomaia in contatto costante con la verdura, gestita con la punta e la parte centrale della lama.
Il set Gourmet Design di Arcos mostra bene la logica delle tre misure che funzionano in quasi ogni cucina domestica: mondatore 100 mm, coltello da cucina 160 mm e santoku 170 mm. Notate la distanza tra il primo e il secondo: 60 mm che separano i gesti di precisione dal taglio d'uso su cipolla, aglio, erbe e piccoli tagli di carne.
Da 150 a 210 mm: la zona del coltello polivalente
È l'intervallo dove cadono la maggior parte delle scelte giuste per la cucina di casa. Un coltello da cucina da 150 mm come l'Arcos Dúo, in acciaio NITRUM® forgiato con impugnatura morbida, è la misura ideale se avete le mani medio-piccole o un piano di lavoro affollato: controlla bene, non spaventa, copre l'80% del taglio quotidiano. Se invece preparate spesso carne per più persone, il salto al trinciante con lama più lunga cambia l'esperienza: il coltello da chef di Berti della linea Compendio è un trinciante multiuso artigianale che lavora carne e tagli medi con una passata pulita, dove una lama corta finirebbe per strappare le fibre.
Il santoku da 170 mm merita una nota a parte. La misura è vicina a quella di un coltello da chef, ma la lama più larga e la punta più alta lo rendono eccellente per verdure e affettati sottili; gli alveoli sulla lama dell'Arcos Universal riducono l'attrito e impediscono alle fette di attaccarsi — il motivo per cui chi taglia molte zucchine o cipolle lo preferisce.
Oltre 220 mm: affettati lunghi, pane e prosciutto
Sopra i 220 mm si cambia lavoro, non solo misura. Un coltello da pane da 220 mm come l'Arcos Serie Kyoto attraversa una cassetta intera con seghettatura costante, senza schiacciare la mollica: con un pane da 25 mm di lama dovreste inciderlo due volte, e la seconda passata sbriciola. Stesso ragionamento per il prosciutto: l'affettaprosciutto Universal da 280 mm con lama flessibile NITRUM® è lungo perché la fetta di prosciutto si fa con un gesto unico e continuo, tirando la lama lungo tutto il profumo del muscolo. La flessibilità è la seconda metà della coppia: lunghezza per la passata, flessibilità per seguire la superficie.
Per chi affetta salumi e arrosti con regolarità e vuole un pezzo artigianale italiano, il coltello macellaio Berti è la versione di fascia alta della stessa logica: lama lunga e rigida per affettature nette, costruita a mano a Scarperia e pensata per durare decenni. Qui la lunghezza non è un dettaglio: è ciò che rende possibile la fetta sottile.
E il coltello da macellaio da 180 mm?
Esiste anche una via di mezzo che spesso viene dimenticata: il coltello da macellaio compatto. I 180 mm del Dúo Pro di Arcos sono la misura che molti professionisti usano per porzionare: abbastanza lunga da attraversare una bistecca o un petto di pollo, abbastanza corta da restare maneggevole per disossare e lavorare vicino all'osso. Se la vostra priorità è la carne e avete poco spazio, 180 mm possono valere più di un grande coltello da chef.
100–110 mm — mondatura, sbucciatura, gesti in mano: spelucchino e mondatore.
150–180 mm — polivalente quotidiano e porzionatura carne: coltello da cucina 150, macellaio 180.
170–210 mm — verdure e affettati sottili: santoku alveolato 170, trinciante chef.
220 mm — pane e dolci: lama seghettata che attraversa la fetta intera.
280 mm — prosciutto e grossi affettati: lama lunga e flessibile, gesto unico.
Se dovete partire da zero, il principio è sempre lo stesso: una misura corta per la precisione, una media per tutto il resto, e aggiungete la lunga solo quando un alimento specifico lo richiede. E una volta scelta la misura giusta, prendetevi cura del filo: un coltello di dimensioni perfette con la lama spuntata perde metà del suo vantaggio. In caso di dubbi su angoli, acciaini e manutenzione, la nostra guida all'affilatura vi copre.